GIULIO PECCI (IT)

Giulio Pecci è editor per musica e notte su Zero Roma e giornalista freelance per Il Tascabile, Esquire, Rolling Stone, Not, DLSO, Griot Mag e tanti altri. La sua attività febbrile si spande anche nell’ambito di organizzazione eventi: con la direzione artistica e la comunicazione per la crew di ODD e come membro fondatore della storica rassegna di jazz popolare Quadraro in Jazz. Dal 2020 inoltre co-conduce con Vittorio Gervasi “JazzHunters” su Radio Raheem, programma che esplora le sonorità del jazz contemporaneo. La sua attività di ricerca e divulgazione culturale affonda nelle musiche afrocentriche, dal jazz all’hip-hop passando per l’elettronica e l’afrobeat(s) – con un focus specifico sull’universo UK. Come dj e selector riesce a riunire tutte queste influenze in set camaleontici. Si passa da selezioni incentrate su sonorità jazz d’avanguardia a quelle dedicate al clubbing più duro, con sonorità prese in prestito da tutto il mondo, pur mantenendo un occhio costante al continente africano.
LESTER MANN (IT)

Lester Mann seleziona musica d’ascolto di impronta dub, stranezze disco, psichedelia e ritmi per danze rallentate e sfrenate, in solo oppure accompagnato dall’armonica di Freddy Amoruso o, ancora, dalla voce ammaliante di Rabii Brahim, con cui ha suonato a Tunisi. Da diversi anni organizza concerti e feste nel sottobosco milanese, attualmente è resident e promoter del party mensile Armonika, ormai una certezza della nightlife meneghina con un programma fisso su Radio Raheem. Con il nome di Lester Laura, in duo, è stato resident per le serate Wan Va in Cox18, Nessuno (Nobodys Indiscipline Party) e ha curato una serie di podcast per Radio Quartiere durante il primo lockdown. Nel 2015 ha curato con KLC la colonna sonora del progetto Guruji di Jude Crilly in occasione della Serpentine Gallery Marathon, registrato al Cafe Oto di Londra.
GLITTER BOY (IT)

Nel mare magnum della produzione in rima è diventato difficile orientarsi e sentire qualcosa di originale. Chi ha incrociato Glitter Boy sa che è una boccata d’aria in una scena “in gabbia”. Glitter non è un poser, non vede sbarre e per questo è libero; libero di fare uno spogliarello nei suoi live, libero di contorcersi per terra come un punk, libero di scrivere senza cliché né ansie “politically correct”. Riccardo, sconosciuto fuori dal giro dell’underground meneghino, si muove sfacciato tra i banconi della provincia e i bar di una Milano bevuta e (giustamente) sfottuta. In “Glitter Desert”, il suo secondo ep, dopo il leggendario “Glitter Forest”, troviamo riferimenti altissimi e di strada, e in questa vertigine si inseriscono le sue rime sferzanti, che parlano dell’abbattimento del Meazza o dell’umanità variopinta e disperata delle piazze provinciali.
MORENA LERABA (LS)

Morena Leraba è una portabandiera acclamata a livello mondiale di un suono rimodellato e che sfida i generi sudafricani; un suono in evoluzione, manifestato attraverso una serie di esibizioni dal vivo, numerose collaborazioni ad alto livello e un acclamato disco di debutto, che cattura la capacità di Morena Leraba di fondere voci tradizionali alla creazione inedita di un suono psichedelico, ammaliante e rivolto al futuro. L’enigmatico Morena Leraba, il cui vero nome è Teboho Mochaoa, ha unito le sue idee con quelle di altri musicisti del Sudafrica e ha formato una band a Johannesburg, per creare un’esperienza sonora davvero al di là dei confini linguistici. L’alter ego, le immagini e il messaggio dietro la musica sono una celebrazione del carisma del pastore attraverso storie che toccano il villaggio ma che riflettono anche le esperienze urbane dell’artista e i suoi viaggi all’estero. Il fascino che circonda questa figura deriva dalle sue radici in Lesotho, un paese montuoso incastonato nel Sudafrica.
CURRAMORE

Curramore è un collettivo di tre musicisti, Danilo Romancino, programming e sintetizzatori, Stefano Barigazzi, chitarra, Vincenzo Schillaci, basso e sintetizzatore. Il progetto nasce nello storico club di Palermo, I Candelai, dove viene prodotto il nuovo singolo Frida, in uscita il 26 settembre 2024 e dove è in produzione un nuovo Ep per Fat sounds che verrà pubblicato nel 2025. Nella musica, pensata per ballare, il collettivo combina tessiture global bass con sintetizzatori e batterie vaporwave e pattern ritmici afro, dub e cumbia.
STEFANO BARIGAZZI (IT)

Stefano Barigazzi è un cantante e chitarrista emiliano, di stanza a Palermo. Nel 2020 inizia la sua carriera solista, seguita dall’avvio di un nuovo trio con il batterista Giorgio Bovì e il bassista Luca La Russa, con l’intento primario di dare spazio alla sua scrittura influenzata da altre illustri sonorità, in particolare stratificando le sue radici blues con la musica africana, il funk, il soul e l’afrobeat. Tale ricerca è tra le motivazioni che lo spingono a trasferirsi a Palermo per sentirsi più radicato in un quartiere colorato e variegato come Ballarò. Il suo ultimo disco, World is a melting (Fat Sounds) ha convinto pubblico, critica e addetti ai lavori. Il suo stile si affianca al mondo di band come I Hate My Village, Tinariwen, Khruangbin, Jack White, Black Keys.
SGA

Sga è un duo di Milano, formato da Gabriele Macchi e Iris Galibariggi, Progetto che parla alla propria generazione, raccontando cliché late 20s/early 30s con tono distaccato, qualcosa che assomiglia a una stand up comedy accostando immagini grottesche del tempo presente. Il duo racconta spietatamente quello che li circonda, spaziando dall’indie da cameretta a sonorità più affilate. Tra testi caotici e riassunti di situazioni cittadine, Sga AKA “notiziedellamadonna”, racconta di voi e per voi.
CUCOMA COMBO (IT)

Cucoma Combo è l’energia bollente della musica panritmica, la danza del risveglio della gioia, lo spazio sperimentale per arrangiamenti ambiziosi e parti improvvisate di fiati colorati. Dall’Africa Nera al Sud America, con loro percorriamo i sentieri del soukuss congolese e del carimbò amazzonico, tra accenti di cumbia colombiana, vibrazioni kalimba e voci tribali. Troviamo tracce seminate di space-funk e afrobeat, con incredibili tastiere acide e un’incantevole voce femminile. La forza del ritmo e in generale l’intero progetto sono guidati da Marco Zanotti, batterista poliedrico e fine percussionista, esperto dell’universo sonoro africano e sudamericano. Con la sua Orchestra Classica Afrobeat ha preso parte con orgoglio a straordinarie collaborazioni con Seun Kuti, Sekouba Bambino e Baba Sissoko, oltre a una prestigiosa partecipazione al Glastonbury.
GOODBYE, KINGS (IT)

I Goodbye, Kings sono una bestia un po’ strana. Provenienti da Milano e all’insaputa dei più al di fuori dei circoli musicofili italiani, hanno affinato, attraverso anni e anni di onesto lavoro, il loro approccio compositivo da “big band”, un metodo davvero peculiare e decisamente impressionante. Oscillando tra i 10 e i 20 musicisti alla volta, i Goodbye, Kings sono un cast completo di ingegno musicale, le loro costruzioni sonore orchestrali riverberano con una grandiosità alla Godspeed, affascinano con la loro complessità alla Grails e sconcertano con stranezze alla Mogwai, il tutto condito da un tocco di elegante stile retrò jazz “milanese”.
DADA SUTRA (IT)

Il progetto è guidato dalla bassista e cantante Caterina Dolci (Bambole di Pezza), forte di un percorso personale e musicale eclettico e mutevole che tocca ambiti disparati come il punk e la musica da camera contemporanea. Il risultato è un clash di suoni che rifiuta i confini, «atipico, contorto, stratificato, indefinibile» (Milanodavedere), «uno dei progetti più interessanti dell’underground milanese» (Noisyroad). dada sutra ha debuttato a giugno 2022 con EP 1, dove sonorità graffianti si uniscono ad atmosfere oniriche, coinvolgendo anche il pianista e compositore Vincenzo Parisi (Kafka on the Shore), il batterista e produttore Giacomo Carlone (Egokid) e il percussionista Lorenzo D’Erasmo (Go Dugong). Attualmente sta lavorando al secondo lavoro in studio.